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.settembre 2006

Il WWF e il Parco della Val d’Agri
di Vito Mazzilli



Ormai il Parco della Val d’Agri è in via di istituzione, manca solo la firma del Capo dello Stato e la pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana.
Ma cosa rappresentaper il WWF Basilicata questo Parco e come vorrebbe che fosse realizzato?
Partiamo dal 1993, anno in cui fu realizzata la prima perimetrazione ed i primi studi sul territorio del futuro Parco; fu proprio il WWF con Pronatura e Legambiente ad organizzare il convegno di Fontana dei Pastori in territorio di Viggiano ed a presentare in quella occasionela prima carta del parco con allegati gli studi che giustificavano la sua istituzione.
Il convegno fu un grande momento di informazione ed i politici della valle presenti ne presero atto ; la perimetrazione fu discussa con il Ministro dell’Ambiente del tempo Edo Ronchi in occasione della sua venuta a Villa d’Agri del 1996 e furono date le più ampie assicurazioniche il parco sarebbe stato realizzato al più presto.
Sono seguiti altri due convegni organizzati dal WWF Basilicata a Montemurro e alla Masseria Crisci sul Lago del Pertusillo.
Abbiamo visto come è andata: un rimpallo di responsabilità tra Stato e Regione Basilicata, poi la massiccia estrazione del petrolio su ampie zone destinate a parco; una nuova legge , la n. 426 del 1998 che ne sancisce solennemente l’istituzione, ma prevale la politica della Regione orientata a privilegiare le attività di estrazione ed il parco cade lentamente nel dimenticatoio. Un ultimo sussulto è la dichiarazione alla stampa del Ministro dell’Ambiente Bordon nel 2001 che il Parco era imminente e c’era già il decreto istitutivo; poi più nulla. Adesso il fermento è alle stelle: si parla di presidenza, di direzione, di sede , del CTA (comitato territoriale per l’ambiente,
in pratica l’organo di polizia forestale del parco). Sembra che l’istituzione sia stata l’occasione per scatenare una battaglia sulle cariche, dimenticando cosa è un parco naturale e perché viene istituito. Per il WWF il Parco è un’area dove la natura è protetta e dove si devono valorizzare le emergenze naturalistiche oltre che i prodotti locali legati all’ambiente : i fagioli di Sarconi, il pecorino di Moliterno, l’olio di Montemurro, i vini DOC Terre della vald’agri, ogni attività dell’uomo che rientri in uno sviluppo duraturo e sostenibile. Non si devono dimenticare mai la tutela e la salvaguardia delle natura, perché è da esse che il sistema parco trae la
sua ragione di essere ; le aree protette sono le più vocate a salvaguardarela biodiversità degli ecosistemi naturali. Un’ attività che deve valorizzata ed implementata nel parco è il turismo legato alla natura, ai monumenti, alle chiese, agli scavi, ai palazzi storici, alle costruzioni artistiche dell’uomo, alla cultura e alla storia del luogo in generale. Infine il Parco è compatibile con il petrolio?
La Legge quadro sulle aree protette la n.394 del 1991 dice testualmente all’art. 11 : “sono vietate le attività e le opere che possono compromettere la salvaguardia del paesaggio e degli ambienti naturali, con particolare riguardo alla flora e alla fauna protette e ai rispettivi habitat”. Ma vi è ancora una legge più esplicita , la Legge n.9 del 1991 che all’art.13 dice:”sono sospesi i permessi di ricerca nella zona dichiarata parco nazionale o riserva marina”.
Inoltre le norme di salvaguardia allegate alla perimetrazione dell’istituendo parco, pubblicate qualche tempo fa, fanno esplicito riferimento, nei divieti generali a quanto segue : “ è vietata l’attività di estrazione di idrocarburi liquidi e gassosi e le relative infrastrutture tecnologiche”. Al WWF sembra chiaro che le due attività , cioè Parco e petrolio siano assolutamente incompatibili; d’altra parte se la perimetrazione originaria è stata ridotta notevolmente per non comprendervi le aree dove è praticata l’attività estrattiva del petrolio, questo vuol dire che è acquisito che nel Parco della Val d’Agri non si possa realizzare la coltivazione di idrocarburi. Infine per le alte cariche all’interno del Parco, il WWF si augura che esse siano fatte con il maggior grado di giudizio possibile: devono essere assegnate a persone competenti emotivate, integrate nell’ambiente del Parco, a conoscenza delleproblematiche dell’area ed in grado di sostenere politiche legatead un equilibrato sviluppo economico del territorio. E’ un’occasione questa che non possiamo sciupare con campanilismi di sede, di presìdi, di organi, di presidenza , di direzione. Ricordo alle autorità locali di credere fortemente nello sviluppo indotto dalla istituzione del Parco e quindi di creare sul loro territorio accoglienza, informazione, prodotti di qualità. Moliterno 22.8.2006

Il presidente del WWF Basilicata
Prof. Vito Mazzilli

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