www.rivivere.it è il sito internet del Periodico (RI)VIVERE del "Centro Studi il Castello" di Moliterno (PZ), ma anche una guida ed un luogo "virtuale" di ritrovo per i tanti moliternesi che vivono a Moliterno, nel resto d'Italia ed all'estero.
   
   
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.marzo 2007


(RI)VIVERE ha 4 anni
di Antonio Rubino

Festeggia il quarto compleanno il progetto che vuole arrivare lontano

Cercare le parole giuste per esprimere il “concetto (Ri)vivere” è impresa ardua.
Sono passati quattro anni da quando uscì il primo numero di quello strumento di dialogo che sempre di più è diventato familiare ai Moliternesi. Come tutte le cose che diventano familiari, anche (Ri)vivere può correre il rischio di cadere nel d imenticatoio ed essere stancante, invece, per lo meno a noi così risulta, dopo quattro anni, (Ri)vivere “stuzzica” ancora le menti, le penne, le lingue e spesso i cuori dei Moliternesi.
D’altronde, non esiste esperimento di questo tipo durato tanto come (Ri)vivere.
Vita molto meno lunga hanno avuto altre iniziative come la nostra, per cui con un pizzico di sana autostima restiamo consapevoli di portare avanti un progetto abbastanza importante.
Il nostro sito internet riceve visite da ogni parte del Mondo, da angoli del globo impensabili. Il bello della rete è sapere che in Israele c’è chi legge il nostro piccolo giornalino.
Tirare somme, fare bilanci, provare a voltarci indietro è cosa che per il momento non facciamo, perché siamo troppo intenti al lavoro di oggi. Perché dietro quattro anni di (Ri)vivere ci sono tanti
problemi (…) tante difficoltà (di ogni tipo), e non sempre tutto è semplice come può apparire. Innanzitutto, nonostante si siano fatti notevoli passi avanti, non siamo ancora riusciti a vincere
la generale apatia, specie dei giovani, nel capire l’importanza di poter dire la propria opinione. E’sempre più difficile, per dirla in termini spiccioli, trovare giovani disposti a scrivere, ed è interessante analizzarne i motivi. Per lo più i ragazzi non capiscono, non vedono, l’utilità di scrivere.
Non sentono, cosa grave, l’esigenza di dire la propria su fatti che possono interessarli anche da vicino. L’effetto assopimento, dettato dalla TV, dal consumismo, da un mondo virtuale fatto di Grande Fratello e Isola dei Famosi ha investito i giovani che trovano ormai fatica ad avere interessi che richiedano uno sforzo.
Molti altri giovani non scrivono per paura. Paura di schierarsi, di farsi nemici, di mettersi contro qualcuno “potente”. Insomma, per dircela con tranquillità, la logica del clientelismo e dell’assistenzialismo la fa ancora da padrona. Troppo spesso, abbiamo raccolto, anche istigando e provocando, le lamentele e gli sfoghi di giovani che per svariati motivi vogliono parlare, far sentire la loro voce, ma hanno paura, rispondono di voler tacere per non mettersi contro persone che
possono tornare utili. Tante volte abbiamo raccolto l’insoddisfazione di giovani che lavorano, che vengono sfruttati, che vogliono più garanzie, di giovani disoccupati che hanno subito anche delle ingiustizie ma che non hanno il coraggio di parlare perché hanno paura di mettersi contro
chi può dargli il posto di lavoro. Purtroppo esiste l’apatia di chi non vede l’utilità di esprimersi e quella di chi ha paura. Viviamo in un Paese libero, ma ancora c’è tanta strada da fare per parlare di libertà.
Tra se e ma, comunque, siamo arrivati a festeggiare il quarto compleanno di (Ri)vivere, ringraziamo i lettori, i simpatizzanti e chi ci vuole vedere con la bocca chiusa, tutti coloro insomma che contribuiscono al grande sogno di (Ri)vivere: la democrazia e la partecipazione.

Antonio Rubino


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