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..marzo 2006

C'era una volta.....il basket

Non tutti sanno, anzi forse non lo sa nessuno salvo i diretti protagonisti, che una volta, a Moliterno c’era anche la pallacanestro o meglio il basket, si il basket avete capito bene. Partitelle in palestra, 3 contro 3, di estate quando si sudava tanto; certo era tutto molto artigianale molto casalingo giusto per passare il tempo tra amici.
Il Santone, il Michael Jordan, il Karim Abdul Jabbar del posto era niente meno che Vincenzo (Willi) De Luca, quello sicuramente più appassionato che meglio di tutti conosceva e masticava un po’ di tecnica, però tutto rimaneva confinato all’interno della palestra della scuola o del campetto all’aperto finchè un giorno…………
Esistevano una volta i “Giochi della Gioventù” in pratica erano allora quello che ora sono i Giochi Sportivi Studenteschi, e cioè lo sport a scuola; Moliterno, soprattutto l’ITCG Petruccelli era un punto di riferimento importante nella Valle. Si primeggiava spesso in vari sport, corsa campestre e pallavolo soprattutto, ma il basket no, a quello proprio non si pensava, anche perché intorno non c’era nulla, solo Potenza, poi il vuoto.
Un giorno dunque il prof. di educazione fisica dell’ITCG il MITTICCOOO (come direbbe Galeazzi) Pietro Latorraca arriva in palestra con un foglio e dice al solito gruppo che faceva un po’ di tutto “Ragazzi c’è la fase distrettuale di pallacanestro, partecipiamo?” la risposta fu immediatamente SIIII, finalmente si poteva dimostrare il valore anche in questo sport…… o forse era solo la voglia di una gitarella in più.
Comunque la fase distrettuale si disputava presso il centro sportivo dell’Istituto Professionale di San Brancato (Sant’Arcangelo). Il Dream Team era composto, se ricordo bene, da: Mario Ditrani (Pisulich o Grande Goccia), il fido scudiero Peppino Mastrangelo (belli capelli, compagno di doppio nelle sfide a tennis, ma quella è un’altra storia), Pasquale Micucci (Lilino), Luciano Gugliotti e Giannotti di cui non ricordo il nome, di Tramutola, in pratica lo straniero della squadra. Si gareggiava per la categoria Juniores maschile e cioè i ragazzi del triennio. Si giunse in quel di San Brancato come al solito con un po’ (circa un’ora) di ritardo ed affacciatisi sul campo di gioco si vede una squadra che sta effettuando il riscaldamento: “uagliù si nni truvamu cu chisti ni fanu nivuri”, intanto uno di loro si avvicina e chiede: “siete del Moliterno?” alla risposta affermativa dei nostri parte un gesto di stizza del ragazzo unito ad uno sguardo rassegnato come per dire SIAMO FRITTI, questo a testimonianza dell’ottima fama delle scuole di Moliterno nell’ambito dei Giochi della Gioventù.
Per fortuna, con grande sollievo loro, ma soprattutto dei nostri, si scopre che quella squadra gareggia nella categoria Allievi e cioè i ragazzi del biennio “FFIUU nnè vinuta bbona”eh si, ci va di lusso perché il Dream Team passa il turno a punteggio pieno (non c’erano altre squadre juniores), quindi si va alla fase provinciale EVVIVA!!!.
Si ritorna a casa Spacconeggiando della forza della squadra e con il sorriso beffardo del COACH che già pensa al trionfo di Potenza. Giunge il giorno della fase provinciale la squadra parte per Potenza con ambizioni e speranze. Il riscaldamento è una formalità necessaria, l’adrenalina sale e finalmente ci si schiera in campo per la palla a due, l’avversario è di quelli tosti, il Liceo Scientifico di Potenza. I nostri avversari si schierano in una metà campo, di conseguenza i nostri si dispongono nell’altra non avendo ben capito dal sorteggio quale fosse la nostra metà. Bene fischio del primo arbitro, palla in aria e salto prodigioso di Mario “Pisulich”Ditrani, ma la palla è conquistata dagli avversari che, con grande stupore dei nostri, cominciano a correre verso il canestro SBAGLIATO! Ma no, il canestro era giusto era il Dream Team che non aveva capito dove segnare “Uagliù menu mali ca o palloni anu pigliatu loru, ca so pigliavamu nui nni sciamu a fa canestru ndo nuostu” e giu risate (le prime di una lunga serie). I primi minuti di gioco sono terribili, loro macinano gioco e canestri, gli arbitri sono severi e snocciolano un lungo rosario di falli a carico della nostra squadra “Infrazione di passi, cinque secondi, doppio palleggio, fallo, fallo, fallo UFFAAA” di canestri nostri invece non c’è traccia, il nostro schema migliore prevede l’avanzata del nostro “PLAY” Lilino con un palleggio rimbalzato da fare invidia agli Harem Globe Trotter, e arrivato a metà campo un tiro a canestro che nella sua migliore versione arriva nei sostegni del tabellone del canestro.
A questo punto tutti (arbitri, avversari e pubblico), capiscono che le regole possono essere più flessibili e quindi si comincia a non fischiare più nulla, nemmeno se la palla esce dalle linee laterali, intanto sugli spalti il buonumore aumenta (risate a più non posso), a confronto dei nostri gli Harlem sono dei pivelli; gli avversari tentano di mantenersi seri e chiamano perfino gli schemi a rimbalzo “5, 2, 3, ohh chisti manu propriu … bip bip bip…. mo mmii mettu puru i a ddà e numari, 25, 12, 36”. Non si può certo dire che i nostri ragazzi pecchino di impegno ma il miglior salto a rimbalzo di Luciano arriva al massimo a dare uno schiaffone sul viso dell’avversario, intanto Lilino in un’azione concitata si va ad incastraren in alcune impalcature a fondo campo; ora anche gli avversari non riescono più ad essere seri, gli arbitri a forza di risate trattenute non riescono nemmeno a fischiare e fra tanta allegria, la nostra punta di diamante Pisulich riesce perfino a segnare 3 canestri, il COACH è PIETRO….FICATO.
La gara volge al termine, sirena finale, saluti, sorrisi (leggasi risate da piegare le ginocchia) e amichevoli pacche sulle spalle come per dire: coraggio nella vita c’è di peggio. Il punteggio finale non lascia spazio a recriminazioni di sorta Liceo Scientifico Potenza 97 –ITCG Moliterno 8 con obiettivo raggiunto per entrambe le squadre, il Liceo non ci ha permesso di arrivare a 10 ma noi non li abbiamo fatti arrivare a 100. L’epilogo è anche più divertente della storia, il giorno dopo siamo ancora a Potenza, questa volta per la pallavolo, sport che mastichiamo sicuramente meglio, e quando entriamo nel palazzetto di Montereale, uno spilungone (circa 2 metri) vede Peppino Mastrangelo, si avvicina e dandogli una pacca sulla testa gli dice AHOO sei proprio uno sportivo completo, Pallavolo, Pallacanestro fai proprio tutto, parte una sincera risata da parte di entrambi ed un’affettuosa stretta di mano.
Ecco questa è la storia della pallacanestro a Moliterno, principio e fine, perché credo che dopo di allora non ci siano state altre gare o forse dovrei dire esibizioni del nostro dream team, e per fortuna, direte voi, ma la testimonianza è comunque significativa di come lo sport anche a livello terra-terra è un momento di amicizia, ed a me che ho vissuto questa storia da spettatore premeva riportarla affinché il racconto dei miei amici che 28 anni fa mi hanno fatto sbellicare dalle risate faccia divertire un po’ anche voi. Infine chiedo scusa se non ricordo tutti i partecipanti dell’epica sfida, ma sono passati quasi trent’anni e la memoria si è sbiadita; se volete sorridere davvero fatevi raccontare la storia dalla vivace voce di uno dei protagonisti.

Domenico Lagrutta


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