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..marzo
2006
Che
fine ha fatto il pecorino di Moliterno?
Orgoglio e delusione di un moliternese
E’molto
facile che uno studente fuori sede, per “ragioni di sussistenza”,
si trovi a fare anche la spesa fuori sede.
Il racconto di questo giro al supermercato di uno studente universitario
come tanti altri, è però l’inizio di un viaggio. Il
viaggio di un moliternese, tra orgoglio, speranza e delusione.
Salerno, supermercato di Via Irno, ore 18.30 di un pomeriggio
di Marzo.
Esco di casa con i miei amici, colleghi e coinquilini, entro nel supermercato.
Acqua, rigorosamente lucana, quella di Monticchio, pane di Altamura, altro
ancora, poi al banco dei salumi. Prosciutto di Picerno, e… Si avvicina
una signora, e chiede: <<Mi da il pecorino Moliterno?>>
Mi si rizzano le orecchie. <<Subito signora ecco il “Moliterno”>>
fa l’addetta al banco.
Mi si gonfia il petto. Il pecorino di Moliterno, qui, a Salerno. Aria
di casa! Mi avvicino per vedere di che si tratta. Una forma di pecorino
con una crosta molto scura e sopra stampato un marchio con un pastore
raffigurato con il suo gregge. Il mio petto si sgonfia.
La signora mette il suo pezzo di pecorino nel carrello e ne chiede anche
un po’ grattugiato (per la pasta!), io leggo bene il marchio! Quale
pecorino di Moliterno!? Questo lo fanno vicino Cagliari! Che “sola”!
Che delusione!
Provo a spiegare qualcosa alla signora e alla commessa. Per loro però
quello e il pecorino di Moliterno, gli piace quello senza aver mai provato
quello originale. Ma ne avranno avuto occasione? Ci penso bene. Ma quando
dovevano averne l’occasione? Solo alla sagra.Troppo poco.
Troppo deluso. Al diavolo l’acqua di Monticchio, i salumi di Picerno,
il pane di Altamura. Perché loro riescono a vendere i loro prodotti
e noi no? Mi chiedo cosa non funzioni per il nostro formaggio. Che fine
hanno fatto tutte le chiacchiere sul marchio, sul consorzio? E’solo
questione di tempo o ancora tutta Italia mangerà pecorino sardo
alla faccia dei Moliternesi? E la disciplinare approvata? Perché
nessuno vuole scommettere su questa grande risorsa? Per un attimo
penso ad un grande consorzio, un grande stabilimento, tutto a Moliterno.
Posti di lavoro, ritorno economico importante, commercializzazione ampia,
turismo! Perché non è possibile a Moliterno?
Perché il nostro formaggio non può diventare come il pane
pugliese di Altamura? I soldi del petrolio! Potrebbero essere investiti
su questa scommessa. Qualche giovane coraggioso se mai potrebbe mettersi
in gioco. Un giorno quella signora del supermercato potrebbe comprare
il vero pecorino di moliterno, prodotto e stagionato da noi, da un grande
consorzio con una rete di commercio molto grande?
Roma, 10 Marzo, ore 19.00, Salumeria di P.zza Bologna. Che bella
Roma! Io e Stefano, ci concediamo un giro nella capitale ospiti
dei Moliternesi emigrati nella città eterna. Sarà che quando
viaggio porto sempre con me il solito orgoglio Moliternese, sarà
che siamo un po’ “spacca frittate”, quando ho visto
una forma di pecorino con scritto Moliterno nella vetrina di una salumeria,
mi sono bloccato di colpo. Mi avvicino con cautela, memore delle delusioni
salernitane. “Pecorino di Moliterno” la stessa faccia di corno
di quel pastore con il suo gregge “prodotto a …” un
paese che non ricordo neanche in provincia di Cagliari. Guardo negli occhi
Stefano e Francesco ne esce un sorriso sconsolato di tre compagni di viaggio
traditi dalla patria. Francesco da buon moliternese della capitale mi
blocca, io voglio entrare a spiegare che quello non è il vero pecorino
di Moliterno, che quello vero… <<Non entrare. Quando dirai
che sei di Moliterno ti chiederanno in quale parte della Sardegna si trova.>>
Non è giusto! Il pecorino di Moliterno è nostro,
una risorsa grande perché non la valorizziamo? Dalle Alpi
alla Sicilia l’Italia è piena di pecorino di Moliterno. Peccato
che è quello finto! Moliterno cosa ci ricava? Salerno, supermercato
di Via Irno, 13 Marzo ore 13.00
<<Buongiorno!>> una ragazza con accento campano al banco dei
salumi <<il pecorino Moliterno per favore, una bella fetta!>>
<<E’finito!Arriva domani penso!>> La ragazza si allontana
sconsolata. Io prendo una cassa di acqua, rigorosamente lucana, mi volto
verso la commessa che sta al banco dei salumi che sistema delle mozzarelle
in una vaschetta, <<Che fine ha fatto il pecorino di Moliterno?>>.
Antonio Rubino
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