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..marzo
2006
Good
morning Moliterno
Moliterno-Londra-Moliterno: storia di una
doppia emigrazione
Pina
Graziano,
moliternese, ha vissuto per 17 anni in Inghilterra, prima
a Londra e poi a Bonior Regis, a sud della capitale britannica.
Un posto di lavoro prestigioso come manager in un grande negozio britannico.
Pina Graziano, moliternese, dopo tanti anni è tornata a
Moliterno, vive a Moliterno, con suo marito e suo figlio. Una
breve storia, quella di una doppia emigrazione, prima verso l’Inghilterra
e poi il ritorno.
“E facciamola un po’ di pubblicità a questo paese,
che dopotutto non è tanto male.” Pina si è seduta
su una delle nostre poltroncine custodite nella nostra sede da quando
lei ancora non sapeva neanche di dover partire per l’Inghilterra.
Ci confida che non è mai stata intervistata, è un po’
emozionata. Noi la mettiamo subito a suo agio, dopotutto noi non siamo
giornalisti.
Pina, si è sposata con un inglese, avrebbero dovuto vivere in Italia,
ma si è ritrovata a Londra, e come per magia ci ha vissuto tanti
anni.Come? “Bene, anzi benissimo, l’Inghilterra mi piaceva,
mi piace. Certo all’inizio è stato uno shock, non sapevo
la lingua, avevo solo mio marito. Ma poi con il tempo, la buona volontà
mi sono messa in carreggiata, ho trovato lavoro e vivevo bene.”
Ma allora perché, nel periodo clou di quel fenomeno che tutti nominiamo,
dello spopolamento dei nostri piccoli centri, Pina decide di tornare a
Moliterno? La ragione si chiama Max. “Il clima delle città
grandi in Inghilterra, come del resto in tutto il Mondo è teso.
Io e mio marito ci eravamo promessi che se avessimo avuto dei figli saremmo
venuti in Italia. Ed eccoci qui, Moliterno è stata una
promessa, ora è una scommessa. Max, mio figlio, che ora
ha 6 anni, era costretto a vivere, come tutti i bambini che vivono in
questi grandi centri, sotto stretta sorveglianza.
In Inghilterra al supermercato c’è chi va con “il guinzaglio”,
mettendo una manetta al bambino per non perderlo. Si ha paura della pedofilia,
del traffico dei bambini. Si vive nel panico, con grandi privazioni alla
libertà dei bambini e dei genitori. L’ottica della grande
città ha questi aspetti che per una mamma, per una famiglia non
sono così positivi. La piccola ottica di un paese come Moliterno
invece.. ”. Gli ultimi episodi, che riguardano bambini inglesi rapiti,
maltrattati, addirittura uccisi da pazzi criminali, ci spiegano la paura
di Pina, mamma inglese fino a un po’ di tempo fa ed ora Moliternese.
“Moliterno è ora una scommessa. Ma per l’infanzia
tranquilla di mio figlio è una certezza. Questo paese
per i bambini è un luogo ideale per vivere e crescere in pace,
te lo dice chi ha vissuto una esperienza diversa.”
Tornare a Moliterno dopo tanto tempo e decidere di viverci, ma come lo
si ritrova Moliterno dopo 23 anni? “Senza nessun palese cambiamento.
Certo, si avverte molto un certo spopolamento, è un dato di fatto.
Ma a moliterno, come quando ero io una ragazzina, c’è una
gioventù attiva, che mi piace.
Una bella gioventù. Ricordo che prima c’era pure il cinema,
peccato che non ci sia più, ecco, qualche cosa di diverso c’è,
il cinema è giusto un esempio sciocco, però…e poi,
a Moliterno ho ritrovato un’accoglienza strepitosa. La scuola è
fantastica e mio figlio si è subito ambientato. C’è
qui un calore, una disponibilità… mi sono sentita veramente
a casa mia”.
E per il futuro di tuo figlio?“ Lui sarà libero di scegliere.
Certo qui non ci sono tantissime opportunità, forse lui tornerà
in Inghilterra, del resto mio marito ancora fa la spola, lavora li e viaggia.
Forse dovrà andarsene, ma per il momento qui può vivere
la sua infanzia in maniera felice” Certe storie, sono belle
da sentire e raccontarle è quasi un dovere, specie quando queste
ti danno speranza e fiducia. “Dopotutto, mi sento sia inglese
che italiana, vivo entrambe le realtà nella mia famiglia. Ma in
Moliterno bisogna crederci, “stu Mulitiernu”, è
ancora un bel paese”.
Non sappiamo dove sia Max quando finiamo la nostra chiacchierata. Forse
ancora a scuola, ma lo immaginiamo scorazzare libero nella villa sotto
questo bel sole di Marzo. Non c’è solo da piangere, ma anche
da sorridere a Moliterno. Smile!!!
Antonio
Rubino e Pasquale Calabria
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