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.marzo
2005
Suor
Onoria, Moliternese missionaria........
Suor Onoria (vero nome Maddalena Orlando) nasce il 10 Aprile 1939 nella
piccola comunità di Moliterno da una povera famiglia di contadini
e trascorre l‘infanzia nel suo Paese studiando e aiutando la famiglia
nel lavoro quotidiano. All‘età di 22 anni, dopo un lungo
percorso di preparazione il 4 ottobre 1961 viene ordinata suora dell‘ordine
delle Clarisse francescano rinunciando a una vita tra virgolette normale
e scegliendo la vita straordinaria da missionaria
Cogliendo l‘occasione della presenza di Suor Onoria a Moliterno,
abbiamo deciso di intervistarla per avere una testimonianza diretta della
sua missione in Bolivia ed evidenziare la volontà e la determinazione
di chi lascia ogni comodità per aiutare il prossimo.
Come nasce in lei la vocazione missionaria?
La mia vocazione nasce innanzitutto dalla volontà di aiutare
chi soffre. Aiutare qualcuno che ha bisogno è la gioia più
grande che si possa provare. La missione all‘Estero è il
punto fondamentale su cui è centrata l‘intera vita di una
suora dell‘ordine francescano.
Cosa ha provato nel dover lasciare tutto per dedicarsi agli altri?
Felicità e tristezza. Gioia perché si fa del bene
al prossimo,
alle persone bisognose, ed è la strada che ho scelto di vivere;tristezza
nel lasciare gli affetti, la propria casa, le comodità.
La famiglia le è stata vicina? Se sì, come?
La famiglia mi ha pienamente appoggiato e secondo me l‘aiuto più
importante è la preghiera.Io poiché appartengo a una famiglia
cattolica sono stata in un certo senso stimolata ancora di più
a intraprendere questa strada religiosa.
Qual è il ricordo più emozionante che le ritorna
alla mente sulle esperienze italiane e all‘estero?
In Italia la cosa che ricordo s e m p r e è l‘incontro con
le altre suore e l‘inserimento nella Congregazione. Ogni volta che
ritorno dalle mie sorelle italiane si riesce ad incontrare meglio se stessi
e Dio. All‘estero i più bei ricordi riguardano la comunità
di Camiri, dove abito,il lavoro per i bisognosi e la gioia di vivere che
i miei bambini manifestano in ciò che fanno o che vorrebbero fare.
Qual è il suo ruolo all‘interno della comunità
boliviana?
Sono Superiora locale della comunità, consigliera provinciale e
lavoro nel campo della promozione sociale( bambini, anziani, malati).
Cosa prova nel sapere che la sua attività dona gioia e
sostegno alle persone che soffrono?
Soddisfazione e gioia nel poter aiutare le persone a vivere meglio; vedere
la crescit a i n t e l l e t t u al e d ei b am b i n i nell‘educazione
e nella scuola; aiutare tutti coloro che si avvicinano alla vita religiosa.
Alla fine si viene ripagati per-ché le persone che aiutiamo a crescere
e che riescono a realizzarsi nel lavoro ci aiutano a proseguire la nostra
missione.
Ha avuto missioni anche in altri luoghi, che differenza riscontra
tra queste varie esperienze?
Io sono stata principalmente in Argentina e in Bolivia. Non posso nascondere
che il lavoro che svolgo in questo Paese così povero e sofferente
mi realizza più come persona e come suora.
Ha mai avuto qualche ripensamento sulla vita in Bolivia, anche
a causa delle precarie condizioni di vita?
No, mai perché da subito mi sono sentita una di loro e facendo
parte dell‘ordine delle Clarisse ero già predisposta a questo,
la mia vocazione nasce proprio per dare un aiuto anche se minimo a queste
popolazioni.
Pensando al futuro, crede che rimarrà sempre in Bolivia,
o in lei nasce anche il desiderio di ritornare al suo Paese?
Non si può mai mettere limite alla Provvidenza, Dio illumina la
mia strada. Io sono contenta della mia vita in Bolivia e come insegna
il Vangelo —Chi mette ma-no all‘aratro e torna indietro non
è degno di me.“
Qual è l‘atteggiamento dei moliternesi nei confronti della
sua missione? Sono sensibili o indifferenti alle esigenze dei boliviani?
....................................................................................Carmen
Albano
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