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.maggio 2005


Lettera aperta al sig. Fabio Amendolara e al Quotidiano della Basilicata
di Antonio Calabria



Il giornalino di dicembre 2004, conteneva tra gli altri, anche un articolo che era uscito sul “ Quotidiano” di Basilicata il giorno 04/11/2004, dal titolo Droga in Val D’Agri………..”.
Tale articolo a firma di Fabio Amendolara, è stato ripreso integralmente e pubblicato sul giornalino locale “(Ri)Vivere”. Nello stesso numero, è stato ringraziato l’autore per la collaborazione. Il giornalista Amendolara non ha mai collaborato con (Ri)Vivere, e non ci ha mai autorizzato la pubblicazione del suo articolo.

Le scrivo la presente per spiegarle qual è la mia opinione. Innanzitutto credo che la sua azione sia sproporzionata a quanto accaduto e quanto accade normalmente nella stampa sia locale che nazionale, difatti da notizie certe avute da amici giornalisti, risulta che il prendere articoli, vignette, ecc. “pubblici” usciti su quotidiani o su reti televisive, siano all’ordine del giorno, copiati integralmente o in parte, per essere utilizzati per realizzare degli altri articoli o servizi televisivi, si pensi ad esempio ai programmi “blob”, “striscia la notizia” ecc. o a vignette di “altan” o “forattini” ripresi da molti quotidiani locali, oppure a quanto succede nel sito della Regione Basilicata, dove giornalmente vengono riprese delle notizie prese da giornali nazionali e senza che questo abbia dato luogo a vertenze civili o penali.

Detto ciò, le voglio illustrare la nostra associazione, nata quasi 30 anni fa, sulle orme della “Gifra” altra associazione nata negli anni 60 per merito di alcuni giovani di allora, supportati dal francescano Padre Policarpo Trojlj, è sempre, da allora ad oggi, senza scopo di lucro, si occupa e preoccupa fin dalla nascita di giovani, per dargli delle motivazioni sociali, culturali e sportive, e tentare di distoglierli da altre problematiche che affliggono le nostre comunità. Difatti a titolo di esempio, quando nacque la nostra associazione fondò una radio locale dal nome RCS Radio Centro Storico, che trasmise per alcuni anni i suoi programmi. Dopo qualche anno, per l’esattezza nel 1980, fondò una squadra di pallavolo dal nome C.S.C. Moliterno Volley, tuttora in attività, tante che quest’anno festeggiamo i 25 anni di attività. Da oltre 10 anni, organizziamo durante l’estate Moliternese, delle manifestazioni sportive, ricreative e culturali, tra cui delle rassegne di Cinema all’aperto.
Spesso organizziamo delle serate di Cabaret, “il trenino di Natale” per i bambini e quest’anno il giorno dell’epifania, insieme ai commercianti di Moliterno (CAM) abbiamo organizzato la Serata del Sorriso, gara di barzellette con spettacolo di cabaret, e la esibizione (applauditissima) dei nostri ragazzi. Durante la serata abbiamo raccolto dei fondi da destinare alle vittime del maremoto del sud-est asiatico.
Due anni e mezzo fa, rifondammo il giornalino locale che era edito dalla “Gifra” negli anni 60 dal nome “Vivere”, lo chiamammo “(RI)Vivere”.

Queste solo alcune cose che facciamo e abbiamo fatto, e tutte indistintamente senza scopo di lucro. Anzi spesso oltre al tempo che è naturale, ci rimettiamo anche economicamente, difatti oltre ai contributi (non molti) che riusciamo ad avere, il resto lo recuperiamo da tesseramenti, manifestazioni, autotassazione ecc.. Questo siamo. Naturalmente si sarà capito che nè abbiamo soldi per soddisfare le sue richieste economiche, nè tanto meno abbiamo volontà di darglieli. Sarebbe, oltre che ingiusto dal nostro punto di vista, anche un pericolosissimo precedente, che minerebbe l’autonomia del giornalino e ne segnerebbe la sua fine.

Ritengo che l’azione legale intrapresa dal sig. Amendolara nei confronti dell’associazione, con la richiesta di risarcimento per “ un grave pregiudizio per la sua reputazione e per la sua attività di giornalista, con una diminuzione dei vantaggi lavorativi ed economici che lo stesso avrebbe potuto realizzare………..”, e che questa pubblicazione ha causato “un danno suscettibile di valutazione economica ma anche un danno morale, quantificato in €. 20.000,00.”, e per questo, citare l’associazione in giudizio presso il Tribunale di Lagonegro alla pubblica udienza del giorno 26/07/2005,” è sproporzionata all’ “offesa” subita. E sembra altrettanto esagerata la proposta transattivi, fatta dal legale del sig. Amendolara, delle “scuse per iscritto” (per queste nulla in contrario), e a “titolo di ristoro dei danni la somma simbolica (?) di €. 1.500,00” per il sig. Amendolara, oltre alle spese legali ammontanti ad €.2.481,71, per un totale di €. 3.981,71, inoltre l’avvocato Francesca Sassano, nel colloquio avuto, ha anche preannunciato una azione penale nei confronti dell’associazione e quindi del sottoscritto, per stampa abusiva, azione che naturalmente non si perseguirà se l’associazione pagherà la somma scontata di €. 3.981,71.

Sono convinto che la pubblicazione su internet,del giornalino www.rivivere.it non ha necessità di alcuna autorizzazione particolare. Si pensi ai siti di tutte le amministrazioni pubbliche e non solo, es. Comune, Provincia,partiti politici, candidati alle elezioni. Non credo abbiano autorizzazione particolare oltre a quella del Server di riferimento. E non credo che sia morale, affermare che pagando, sarà ritirata l’azione civile, e ancora di più non sarà inoltrata la denuncia penale per “stampa abusiva”.

Pensare di punire una “ragazzata” di diciottenni, che hanno intrapreso questa bellissima esperienza quando ne avevano meno di 16, con una sanzione che si crede efficace e di lezione, solo se si “cacciano i soldi”, è un gesto poco nobile e che non fa onore.
Detto questo in qualità di presidente dell’associazione senza scopo di lucro, culturale, ricreativa e sportiva Centro Studi “Il Castello” nell’esprimere il mio rammarico per quanto accaduto, e nel ribadire che la nostra associazione non ha nessuna possibilità economica nè volontà, per soddisfare le sue richieste, con la presente l’associazione ed io personalmente le chiedo formalmente scusa per quanto accaduto, e la invito ad un prossimo convegno che stiamo organizzando sul“ruolo che può avere un giornalino locale nella vita sociale e culturale in un paese del sud”.


...............................................................................................Antonio Calabria

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