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.luglio 2005

Non solo 8 per mille

di Michele Latorraca

Fra pochi giorni si presentano le dichiarazioni dei redditi o, probabilmente, da qualche giorno sono state già presentate (non so ancora quando l'articolo verrà pubblicato) ed un nodo importantissimo riveste l'otto per mille.

Cos'è l'otto per mille e co me funziona?
L'otto per mille è semplicemente una destinazione di somme del bilancio dello Stato che vengono sottratte alla disp onibilità dello stesso per essere ripartite in base alle decisioni dei cittadini che si esprimeranno al momento della presentazione della dichiarazione dei redditi. Ciò che caratterizza l'otto per mille è che anche chi non si esprime affatto, contribuisce in ogni caso alla ripartizione delle somme. In pratica meno del 40% degli italiani (nel 2000 era il 36% e la tendenza è verso il ribasso) si esprime sulla destinazione dell'otto per mille, però il meccanismo perverso previsto dalla legge n. 222/85 fa sì che se l'87% di quel 36% firma per destinare l'otto per mille alla Chiesa Cattolica allora la Chiesa Cattolica si vedrà assegnato l'87% del gettito complessivo derivante dall'otto per mille.

Quali scopi vengono perseguiti con l'otto per mille?

Gli scopi sono predeterminati e scaturiscono d a intese fra le varie confessio ni religiose e lo Stato Italiano; ad esempio la Chiesa Cattolica utilizza le sue somme per esigenze di culto della popolazione, sostentamento del clero, interventi caritativi a favore della collettività nazionale e di paesi del Terzo Mondo, mentre le Assemblee di Dio in Italia, la Chiesa Evangelica Valdese e l'Unione Italiana delle Chiese Cristiane Avventiste destinano per intero le loro somme per interventi di natura sociale, umanitaria e assistenziale in Italia e all'estero, la Chiesa Evan gelica Luterana ripro duce abbastanza il modello della Chiesa Cattolica, mentre l'Union e delle Comunità Ebraiche Italiane non destinano nulla per il sostentamento del clero ma oltre agli interventi umanitari finanziano attività culturali e interventi a salvaguardia del patrimonio storico artistico e culturale. Inoltre lo Stato Italiano utilizza le somme ad esso destinate per finalità legate alle calamità naturali, fame nel mondo, assistenza ai rifugiati ed alla conservazione dei beni culturali.

Come gestisce i fondi la Chiesa Cattolica?
Nel 2003 l'ammo ntare delle somme destinate alla Chiesa Cattolica e gestiti dalla Conferenza Episcopale Italiana si aggiravano su 1.016 milioni di euro, così ripartiti: 422,5 milioni di euro per esigenze di culto pari al 41,6% del totale, 329,5 milioni d i euro per il sostentamento del clero pari al 32,4% e 185 milioni di euro per interventi caritativi pari al 18,2 %.

Di quanto è cresciuto il gettito negli anni?
Il gettito dal 1990 al 2003 si è praticamente quintuplicato, ad esempio quello destinato alla CEI è passato da 210 milioni di euro a poco più di un miliardo di euro nonostante nella stessa legge all'articolo 49 siano previsti degli strumenti, quali la commissione paritetica, che ogni trienno dovrebbe riunirsi per predisporre eventuali modifiche nel momento in cui le somme elargite siano sproporzionate per il raggiungimento degli obiettivi perseguiti.
A dimostrazione che le somme siano eccessive vi è il fatto che la CEI ha destinato a riserva buona parte dell'aumento del gettito del 2003 pari a 80 milioni di euro su 108 di aumento.

Riflessioni
La Chiesa Anglicana che è religione di Stato in Gran Bretagna non prende neanche un cent dallo Stato, si autofinanzia, anche perché la funzione sociale di promozione della religione non è di competenza dello Stato, mentre la Chiesa Cattolica che non è religione di Stato viene finanziata dallo Stato con somme stratosferiche, in Italia invece il meccanismo è stato creato per garantire lauti finanziamenti alla Chiesa Cattolica.
Molti credono che se non ci si esprime nella dichiarazione dei redditi i soldi vanno allo Stato, nulla di più falso come indicato in precedenza.
Neanche il 20% delle somme incassate dalla CEI vengono destinati a finalità caritative, contraddicendo quello che la maggior parte degli spot comunicano. Una Chiesa Cattolica sì fatta avvicinerebbe o allontanerebbe definitivamente Francesco d'Assisi?
Non sarebbe meglio occuparsi di più delle anime e meno del danaro? Perché non si fa informazione sulla reale destinazione dell'otto per mille? Perché non vengono rispettate le norme per ridurre la quota da destinare alle Chiese? Perché si è censurato lo spot della Chiesa Evangelica Valdese che metteva in risalto il fatto che nulla andava alla Chiesa e tutto alla Carità? La risposta è una, troppo amore per il Dio danaro e quindi per il potere.Chi vuol essere sicuro che il proprio otto per mille venga destinato esclusivamente per interventi sociali, umanitari, assistenziali o caritatevoli deve destinare le somme alle Assemblee di Dio in Italia, alla Chiesa Evangelica Valdese e all'Unione Italiana delle Chiese Cristiane Avventiste.


Michele Latorraca

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