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..giugno
2006
“Parco,
dolce parco”
Istituito con decreto del Consiglio dei Ministri il Parco
Nazionale della Val d’Agri Lagronegrese
Quando si torna a casa
dopo una lunga assenza spesso si pronuncia una frase, una sorta di massima
che dice: “casa, dolce casa”, la si accompagna con un sospiro.
Però nel motto “casa,dolce casa” aleggiano mille sentimenti:
la gioia di tornare nella propria dimora, la serenità di ritrovare
il tepore domestico ma anche l’amarezza di un viaggio che è
finito e la sempre e costante paura del futuro, il dubbio, il non sapere
cosa si cela nel domani. Per questo la si accompagna
con un sospiro.
La stessa analoga situazione e lo stesso analogo sospiro caratterizzano
l’evento del momento per la Val d’Agri: l’istituzione
del parco Val d’Agri Lagonegrese. Oramai il parco e la
sua istituzione non sono più solo ed esclusivamente argomenti per
dibattiti pubblici, comizi, dottrine politiche, il parco è
formalmente esistente. Si susseguono ora commenti e prese di
posizioni, giustificati e non, ma certamente il neo-nato ente alimenta
aspettative più o meno ambiziose nella popolazione, per cui ora
è il momento di un lavoro proficuo, perché in Val d’Agri
il parco, inteso come risorsa, non faccia rima con petrolio.
Dagli amministratori, dalla classe politica lucana, la cittadinanza attende
programmi che devono essere contrassegnati da tre etichette: tutela,
occupazione e sviluppo. Ai politici bisognerebbe ricordare di
andarci piano con promesse e dichiarazioni che fanno del parco la manna
dal cielo, perché come per il petrolio, è inutile creare
attese che poi devono rimanere insoddisfatte, la popolazione valdagrina
deve esigere chiarezza, trasparenza ed infine concertazione.
La Regione con il nuovo ente dovranno lavorare a braccetto con Comunità
Montane e Comuni, nonché con Imprese, cooperative di ogni settore,
soggetti economici di ogni natura. Bisognerà inoltre far capire
alle piccole comunità rientranti nel parco che esse sono protagoniste
di questa nuova occasione di sviluppo. E poi ci sarà bisogno, di
creare nuove figure professionali legate al nuovo ente, perché
se pensiamo che solo perché nasce il parco arriveranno più
turisti ci sbagliamo, c’è bisogno che il parco, creando così
nuova occupazione possa elevare l’offerta turistica per attirare
nuovi flussi di visitatori e soggiornanti. Nell’agenda del parco,
ente ancora in fasce, ci sono ora scelte cruciali, che riguardano Moliterno
molto da vicino.
C’è da stabilire la sede del parco e la nomina del
presidente.
L’augurio che l’istituzione del nuovo ente possa dare una
svolta all’economia della valle, che possa limitare lo spopolamento
dando nuove occasioni di lavoro, che possa potenziare e inaugurare nuove
infrastrutture, è un augurio che tutti hanno nell’animo,
ma nello stesso tempo si avverte nell’aria l’eco di quel famoso
sospiro di cui parlavamo prima, la paura del domani, la paura che anche
il parco come il petrolio e come tante occasioni non portino nulla alla
nostra terra.
Bisognerà lavorare e lottare se ce ne sarà bisogno, spronare
la politica per farla uscire dalle solite logiche, bisognerà avere
tanto coraggio e buona volontà perché la vittoria ottenuta
con l’isituzione del parco non sia una vittoria di Pirro.
Antonio Rubino
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