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Composta dai giovani moliternesi del Centro
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gennaio 2006


Il male del nuovo...

C’è chi dice: “anno nuovo vita nuova”, ma spesso questo luogo comune non è poi tanto positivo. Moliterno è invasa da un pessimismo di fondo, non infondato, ma forse esagerato. Chi si crede ottimista perché si augura : “anno nuovo, vita nuova, paese nuovo”, si sbaglia. Perché, una nota malattia di Moliterno è quella di dimenticarsi quello che già esiste, per pensare sempre e solo al nuovo. Forse la risoluzione di alcuni grossi problemi che attanagliano il nostro paese, può essere raggiunta solo con scelte esclusivamente politico-economiche.
La politica, è verosimilmente il pentolone dal quale deve uscire la pozione magica. Ma a Moliterno, forse, il pentolone è difettato o addirittura manca. La politica dovrebbe trarre la sua linfa vitale dai partiti, perché se mancano i partiti mancano i luoghi per parlare di politica. Se i partiti sono chiusi dove è la politica? Manca allora la politica vera. Il ragionamento potrebbe suonare nostalgico!
Quindi, c’è chi pensa che il mondo dell’associazionismo potrebbe essere un’ ottima integrazione per la crisi (perché di crisi si tratta) dei partiti.Giustissimo! Purtroppo, la malattia qui si acuisce. Perché a Moliterno quello che già esiste non va mai bene, c’è sempre bisogno del nuovo. Perché il pessimismo ha incancrenito la situazione. A tante associazioni operanti sul territorio se ne aggiungono sempre altre che vogliono fare sempre meglio e non si arriva da nessuna parte.
Ben vengano le nuove associazioni, nuove iniziative, (non mi si fraintenda), ma queste devono nascere con idee costruttive, devono alimentare il dialogo ed il confronto, non devono avere solo voglia di rivoluzionare “quello che c’è”, non devono mettersi “contro” chicchessia ma iniziare a lavorare pro-qualcosa. Spiegandomi meglio. Se invece di valorizzare qualcosa di già esistente, potenziando un mezzo già operante per costruire qualcosa, si cerca sempre e solo qualcosa di nuovo, si rimane sempre fermi allo stesso punto.
L’associazionismo può essere veramente il nuovo motore della costruzione di un dibattito edificante, ma non può esistere la sindrome da prima donna, non può esistere la solita voglia solo e soltanto di nuovo. Le varie associazioni devono collaborare, anche scontrarsi, ma mai ignorarsi per la “malattia del nuovo”, che ci fa pensare, “devo cambiare tutto”.
Forse il ragionamento è vago, ma in pratica, quello che si vuole dire, è che Moliterno ha bisogno di un dibattito politico, di stimoli, e non si può sempre disprezzare ciò che già esiste perché non ci va genio, ma bisogna valorizzare ciò che si ha. Il futuro va costruito, ma per farlo bisogna essere consapevoli di ciò che si ha, del presente e del passato. Si può cercare anche un futuro rivoluzionario, ma se non si è consapevoli di ciò che si vuole rivoluzionare….(…).

Antonio Rubino.
Antonio Rubino
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