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Primo Piano - dicembre 2007 .(2°).
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Moliterno,
isola felice? Come custodire questo tesoro?
di Francesco Antonazzo
Gli ultimi avvenimenti, verificatesi nel nostro paese e cioè i
furti avvenuti in localita’ Pantanelle ed a Piazza Immacolata, sono
il sintomo che la Moliterno felice di un tempo, forse
tra poco sarà solo un ricordo.
Non si vuole, con questo , drammatizzare una situazione, che molto probabilmente
, potrebbe essere qualificata ,come finalizzata ed occasionale ,ed in
quest’ottica, ci auguriamo irripetibile.
Tenere alta la guardia,però, sicuramente gioverà
alla nostra tranquillità ed è in questa direzione che ci
dovremmo muovere, tutti indistintamente nei prossimi mesi ed anni, affinché
la nostra isola felice non abbia a subire danni irreversibili.
Certo, non ci dobbiamo illudere, di vivere in un mondo separato dal contesto
Nazionale, nel quale, è noto a tutti noi ,quali sono i problemi
che riguardano la sicurezza ,certamente aggravati da un’apertura
di frontiere verso i paesi dell’est incontrollata e priva
di qualsiasi garanzia.
L’azione del Governo Nazionale, poi, con i suoi tentennamenti ed
incertezze (Vedi la mancata conversione in legge del D.L. sulla sicurezza),
non ci dà sicuramente tranquillità ed è stupefacente
poi ,constatare come nel taglio delle spese correnti si ricomprendano
anche quelle destinate alla Forze dell’ordine, con l’eliminazione
di alcuni presidi territoriali.
Sicuramente, nel nostro paese non esistono i problemi ed i disagi delle
grandi aree metropolitane , dove la delinquenza è enormemente cresciuta
a causa principalmente dell’immigrazione clandestina e dell’enorme
afflusso di “Rom” dopo l’entrata in Europa
della Romania.
Pur tuttavia la delinquenza, ovunque essa provenga, può decidere
in qualsiasi momento di allargare il proprio raggio di azione, anche nel
nostro paese, che proprio per essere un paese pacifico, tollerante ed
ospitale e nonché, per la sua conformazione geografica, bene si
presta ad azioni delinquenziali, consentendo altresì anche delle
rapide vie di fuga.
Abbiamo però la fortuna di avere nel nostro territorio,
tanti presidi di forze dell’ordine che comunque ci danno
una buona tranquillità con la loro incessante e lodevole , opera
quotidiana.
Le recenti notizie ,di cui sopra si accennava, circa la soppressione
di alcuni presidi di Polizia di Stato, spero non riguardino il
presidio di Polizia Stradale di Moliterno, che oltretutto ha competenza
su un vasto territorio.
A questo proposito, notizie recentemente acquisite, sembrano scongiurare
un’ipotesi simile. Pur tuttavia, cerchiamo di essere vigili, al
fine di evitare che con qualche colpo di coda e per tutelare qualche altro
interesse territoriale, qualche “baronetto politico locale”,
all’ultimo momento ,decida di smantellare questo presidio.
L’Amministrazione Comunale “in primis”, con tutti i
suoi componenti, ma anche tutta la politica locale dovrà nei prossimi
mesi stare molta attenta, nel tutelare questa presenza, al di là
degli eventuali ordini dei partiti e delle imposizioni di questi,in modo
da tener presente , una volta tanto, l’interesse della nostra comunità
e non l’interesse dei singoli.
Detto ciò, e ritornando all’argomento dell’articolo,
bisogna anche pensare che i presidi territoriali delle Forze dell’Ordine
, con base nella nostra comunità, potrebbero anche non bastare,
se ad essi non affianchiamo la nostra opera quotidiana di attenta
sorveglianza e di denuncia , in modo tale da stroncare sul nascere
,qualsiasi attività criminosa che tenti di radicarsi nel nostro
paese e salvaguardare cosi tutte quelle tradizioni di accoglienza, tranquillità
e ospitalità, per le quali il nostro paese è sempre stato
all’avanguardia.
La presenza, sempre più numerosa,di cittadini provenienti dall’est
dell’Europa potrebbe far gola a qualche organizzazione malavitosa,
anche se tanti di questi, per fortuna,impiegati in attività sicuramente
benemerite,si possono considerare al sicuro , ma altrettanti numerosi,
però, sono coloro i quali , soggiornano nel nostro paese, pur non
svolgendo alcuna attività lavorativa.
Se dovesse continuare questo esodo, forse bisognerà ricercare presso
di noi, tutti quei strumenti che consentano una rapida integrazione di
questi soggetti, per sottrarli cosi alle tentazioni dell’esterno
e far sì che questi siano una risorsa per il nostro paese,
piuttosto che un problema.
Se a questo fenomeno si affianca,poi, l’enorme consumo di stupefacenti,
cosi come evidenziato dalla vostra indagine, con tutto l’indotto
che questo problema crea, credo che riflettendo ,un minimo di attenzione
in più , sicuramente non farebbe altro che bene.
Tornando quindi all’argomento del titolo, la nostra isola felice
, secondo me , esiste ancora ed è un tesoro da custodire.Come tutti
i tesori, però, la custodia è affidata a tutti noi, che
ne siamo i legittimi proprietari.
Concludo col porgere i miei migliori auguri per un Buon Natale ed un magnifico
Anno 2008 ,a tutti i componenti della redazione di Rivivere,ringraziandoli
ancora una volta per l’ospitalità che mi viene sempre riservata.
Francesco
Antonazzo
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