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.aprile 2007

Fumo, coca, alcool...

di Antonio Germino

Che bello è farsi una sniffata, una tirata di coca, che estasi fumarsi una bamba, che bello! Giovani italiani, di tutte le contrade, studenti, lavoratori, chirurghi, camionisti, industriali, sniffate, fumate pure, tanto non c’è problema, laTurco vi farà un bel regalo!
Se non lo fai sei escluso dal circolo, dall’associazione, ti guardano come un animale raro, come uno zombi che vaga solitario per le strade. Ti isolano, tu non vuoi essere isolato? Allora buttati. E come disse il grande noglobal CARUSO, ministro (per nostra disgrazia) della Repubblica, sic!: una canna al giorno toglie il medico di torno”.
Non c’è problema. Adolescenti sempre più precoci, anche nel male.
Si è abbassata l'età dei ragazzi che fumano spinelli. Da diciassette si è passati a 14 anni e mezzo; a denunciarlo, dopo un sondaggio, è stata l'associazione Saman. A preoccupare è il fatto che i quattordicenni non fumerebbero uno spinello ogni tanto, ma abitualmente. e non solo i giovani, ma anche gli adulti ritengono che non sia particolarmente dannoso. Ma perché si «fuma»? Genitori e figli al proposito sono d'accordo: prima di tutto per imitazione, poi per sentirsi parte del gruppo, per divertimento, per sballo, perché va di moda e perché lo fanno tutti. Lo fanno tutti? Io non credo che lo fanno tutti. Secondo me la maggior parte è cosciente del danno che provoca la sigaretta o la coca. La maggior parte rifugge da questo modo di essere “in”. Si trova “altri giochi” per passare la giornata, per uccidere la noia. Si impegna nello sport, nel sociale, nei circoli culturali dove si confrontano e “creano”. Cari giovani lasciate stare ‘stà porcheria. Confidatevi con i vostri genitori e parlatene, siete ancora in tempo. Voi, giovani impegnati accogliete questi ragazzi “depressi” coinvolgeteli, fateli sentire importanti, necessari. Oggi è giusto che tutti si diano da fare. La famiglia non può essere lasciata sola, ha bisogno di aiuto.
Tempo fa parlavo di un triangolo: famiglia –scuola –società. Un lato è complementare all’altro. Molte sono le responsabilità della società che dà i modelli da seguire, ma sono anche lepersone che danno un cattivo esempio. L’ ottuagenario on. Emilio Colombo, intervistato dal Corsera si è indignato che il giornalista, tra le altre cose lo
ha definito cocainomane, e se un genitore, che ha problemi di droga con il figlio, cosa deve rispondergli che anche un senatore si droga e che la cocaina non deve poi far così male se un senatore a vita la consuma abitualmente ed è arrivato bello arzillo a 87 anni e tutti lo stanno ad ascoltare e a riverire. Anzi, forse fa persino bene, visto che lei ne ha propugnato l’uso «a scopo “terapeutico” e nessuno s’è permesso di sollevare dubbi sulla sua idoneità psichica a ricoprire la carica conferitale dal capo dello Stato. Arriviamo addirittura alla farsa, quando un ministro dell’attuale governo propone di comprare l’oppio dai talebani nella speranza che finisca la guerra in Afghanistan.
Egregio signor ministro a vita, il sottoscritto non l’ha mai stimata, anche quando era in auge, anche quando l’aspettavamo, infreddoliti, fino a mezzanotte per sentire il suo verbo, anche quando erogava miliardi per far partire il treno degli emigranti per Torino e Milano... Lei è il cattivo esempio per i giovani e anche per quelli quasi sessantenni che la omaggiavano per i vari ruoli che ha ricoperto nella sua fulgida carriera di parlamentare.
Sono stati rinviati a giudizio i suoi autisti ( guardia di finanza), ma non condannati per vizio di forma, per fortuna. Ma quando si ritirerà in un convento per non uscirne più e smetterla di sperperare i soldi dei contribuenti per farsi sbarellare da una parte all’altra per mantenere su un governo moribondo…?
Purtroppo non c’è solo Colombo a fare scuola per questa pratica omicida del cervello. Faccio un appello ai genitori: state vicino ai vostri figli, ci sono dei campanelli d’ allarme per accorgersi che vostro figlio fa uso di droghe, consigliatevi, non nascondete il dramma tra le mura domestiche, questa è una piaga che ci coinvolge tutti. I vostri figli sono i nostri figli. Dobbiamo
ritornare a fidarci degli amici, delle istituzioni, della
Parrocchia (dove funziona e tiene a cuore il futuro dei giovani). Non può averla vinta Bin Laden e il Cartello di Medellin. La politica può e deve sconfiggere questa piaga, ma solo se si è uniti, è inutile mettere avanti le contrapposizioni, bisogna lavorare su ciò che si è d’accordo, destra e sinistra insieme. Solo così possiamo essere sicuri di farcela. Vi ricordate quando, anni fa, a Moliterno andava di moda il famoso detto: “A ia risisti!”
Adesso, cari amici, per resistere, bisogna combattere. Un esempio di combattimento è l’ Associazione alcolisti che ultimamente si è costituita a Moliterno, esempio di coraggio, di forza d’animo nel mettersi in prima linea dopo essere risaliti dal baratro. Un abbraccio e un augurio al mio amico Attilio che possa essere il Presidente della rinascita, così come a tutti coloro che hanno avuto il coraggio di “uscire”da quella stanza buia. AUGURI!!!

Antonio Germino
antonio.germino@libero.it


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