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.aprile 2007

Il personaggio: Felice De Biase, dagli esordi della CSC ad oggi, 26 anni di pallavolo

Il capitano: “una stagione bellissima”

di Antonio Rubino

Fin da quando iniziò l’avventura della pallavolo a Moliterno, 26 anni fa, Felice Di Biase ha fatto del volley la sua passione. Lui è quello che comunemente possiamo chiamare un pallavolista, uno sportivo particolare, raro.
Si, perché il pallavolista non è esasperato come il calciatore, non è solitario come il ciclista, non è ambiguo come il centometrista, il pallavolista è un “animale sportivo” raro, in via d’estinsione, cordiale, pieno di passione…. sportivo, soprattutto. Si, perché ogni sportivo ha il suo non so che di poetico, ma il pallavolista, nel marasma
generale della frenesia dell’oggi, ha conservato una cosa: l’umanità.
E’ lontano dai lauti compensi, dalle moviole, è in una dimensione umana che non lo costringe ad essere per forza personaggio, ma semplicemente...pallavolista. Uno sport non seguito come il calcio ma che ugualmente sta dando all’Italia tante soddisfazioni, uno sport che conserva ancora la sua parte sana, che muove i suoi interessi e che a Moliterno, (lo sanno in pochi?) impegna tantissimi giovani.
Felice Di Biase è il capitano della CSC Moliterno Volley,nella sua lunga carriera non c’è solo Moliterno, dalla serie D alla vittoria dei campionati, alla serie C, Felice ha giocato anche a Sala Consilina, Lagonegro e per otto anni a Villa d’Agri per poi tornare qui, nel suo paese dove ora è la guida dall’alto della sua esperienza dei giovani della CSC Moliterno Pallavolo.

Ma come vede Felice Di Biase l’esperienza Moliternese di questo sport?

Moliterno ha ormai una lunga storia nella pallavolo. La pallavolo a Moliterno è stata soprattutto l’unione delle singole esperienze. Non c’è mai stato un “maestro”, ma ognuno con la propria esperienza ha portato il suo contributo. La dimensione della pallavolo moliternese è stata quella delle singole esperienze, fatta eccezione per un periodo di tempo in cui Umberto Marotta, prese la guida tecnica portando un contributo esterno. Di certo non è mai mancata la voglia di fare, la passione, ma il limite di questo sport nel nostro paese è stata l’assenza di validi contributi dall’esterno, da qualche “scuola” .

”Felice quando racconta, soprattutto quando parla del “suo” sport bisogna fermarlo se no lui continua….continua….Quando gli chiediamo di darci una suo opinione sulle prospettive della pallavolo a Moliterno,si blocca, respira e subito riprende…

Le prospettive sono ottime. Il gruppo che ha affrontato il campionato quest’anno è composto tutto da giovani molto bravi, che hanno pagato un po’ di inesperienza, ma con il passare del tempo potranno togliersi belle soddisfazioni. Sono piu’tecnici dei primi giocatori moliternesi, loro iniziano da piccoli con il minivolley, sono molto seguiti, c’è molto lavoro dietro di loro e tanta serietà.”

Ma cosa dà Felice Di Biase a questi giovani e cosa riceve quando scendono in campo?

Io avevo chiuso l’anno scorso, poi mi hanno chiamato per questo campionato e ora voglio continuare anche l’anno prossimo. Questa è stata una stagione bellissima. I giovani che hanno giocato con me mi hanno dato una grande spinta emotiva e io dal canto mio ho dato loro grinta e consigli.”

Ma cosa pensa il capitano della società?

"Una società cambiata rispetto alle prime esperienze quando era più chiusa. Il presidente Calabria e i dirigenti hanno un compito difficilissimo perché i campionati sono tanti e solo gente con tanta passione può avere il “coraggio” di un simile impegno. Ora, l’impegno è sui giovani, c’è bisogno di apporti ed esperienze dall’esterno per permettere ai nostri giovani di crescere in questo sport.
Antonio è molto determinato e potrebbe portare qualcuno in grado di curare il settore giovanile della società. Anche se, la maggior parte di loro a 18 anni, finita la scuola ci dice ciao e parte..”

Ma questo è un altro problema, che purtroppo limita anche il futuro della pallavolo, e tornando a parlare di sport, chiediamo a Felice come il pubblico moliternese ha seguito la squadra.

“Un interesse simpatico, spassionato, caloroso. La differenzatra il calcio e la pallavolo è che il calcio è quasi un’imposizione, è lo sport nazionale, tutti lo seguono, la pallavolo invece la scegli tu, quindi il pubblico è disinteressato in senso buono, l’interesse è prettamente sportivo.
Tutti gli sport sono belli, questo sia chiaro, anche io seguo il calcio, è bello vedere giovani impegnati qualsiasi sia lo sport, perché esso è un aiuto, un diversivo, un insegnamento.
Lo sport aiuta a crescere a superare i nostri problemi personali. Ci vuole passione e sacrificio.”

Questo è il pallavolista, uno sportivo che ancora si mantiene tale, senza esasperazioni, “nello spirito vero dello sport vero”.
“Felice, dai un ultimo consiglio ai giovani sportivi”:

Non mollate!”

Questo è uno sportivo!

Antonio Rubino


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