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è il sito internet del Periodico (RI)VIVERE del "Centro Studi
il Castello" di Moliterno (PZ), ma anche
una guida ed un luogo "virtuale" di ritrovo per i tanti moliternesi
che vivono a Moliterno, nel resto d'Italia ed all'estero.
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.aprile 2007 Il personaggio: Felice De Biase, dagli esordi della CSC ad oggi, 26 anni di pallavolo Il
capitano: “una stagione bellissima”
Ma come vede Felice Di Biase l’esperienza Moliternese di questo sport? “Moliterno ha ormai una lunga storia nella pallavolo. La pallavolo a Moliterno è stata soprattutto l’unione delle singole esperienze. Non c’è mai stato un “maestro”, ma ognuno con la propria esperienza ha portato il suo contributo. La dimensione della pallavolo moliternese è stata quella delle singole esperienze, fatta eccezione per un periodo di tempo in cui Umberto Marotta, prese la guida tecnica portando un contributo esterno. Di certo non è mai mancata la voglia di fare, la passione, ma il limite di questo sport nel nostro paese è stata l’assenza di validi contributi dall’esterno, da qualche “scuola” . ”Felice quando racconta, soprattutto quando parla del “suo” sport bisogna fermarlo se no lui continua….continua….Quando gli chiediamo di darci una suo opinione sulle prospettive della pallavolo a Moliterno,si blocca, respira e subito riprende… “Le prospettive sono ottime. Il gruppo che ha affrontato il campionato quest’anno è composto tutto da giovani molto bravi, che hanno pagato un po’ di inesperienza, ma con il passare del tempo potranno togliersi belle soddisfazioni. Sono piu’tecnici dei primi giocatori moliternesi, loro iniziano da piccoli con il minivolley, sono molto seguiti, c’è molto lavoro dietro di loro e tanta serietà.” Ma
cosa dà Felice Di
Biase a questi giovani e cosa riceve quando scendono in campo? Ma cosa pensa il capitano della società? "Una
società cambiata rispetto alle prime esperienze quando era più
chiusa. Il presidente Calabria e i dirigenti hanno un
compito difficilissimo perché i campionati sono tanti e solo gente
con tanta passione può avere il “coraggio” di un simile
impegno. Ora, l’impegno è sui giovani, c’è
bisogno di apporti ed esperienze dall’esterno per permettere ai
nostri giovani di crescere in questo sport. Ma questo è un altro problema, che purtroppo limita anche il futuro della pallavolo, e tornando a parlare di sport, chiediamo a Felice come il pubblico moliternese ha seguito la squadra. “Un
interesse simpatico, spassionato, caloroso. La differenzatra il calcio
e la pallavolo è che il calcio è quasi un’imposizione,
è lo sport nazionale, tutti lo seguono, la pallavolo invece la
scegli tu, quindi il pubblico è disinteressato in senso buono,
l’interesse è prettamente sportivo. Questo
è il pallavolista, uno sportivo che ancora si mantiene tale, senza
esasperazioni, “nello spirito vero dello sport vero”. Non mollate!” Questo
è uno sportivo! Antonio Rubino
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