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.aprile
2007
Commercio,
avanti tutta tra problemi ed opportunità
di Raffaele Acquafredda
A
brevissimo saranno operativi i “Negozi del Sorriso”, primo
esempio di centro commerciale naturale in Basilicata
Ho letto con molto interesse, curiosità e partecipazione, l’articolo
sul commercio del numero scorso.
Voglio precisare che l’attenzione non era soltanto dovuta perché
rappresentante di categoria, piuttosto i motivi che mi hanno appassionato
sono stati prevalentemente due. Vedere il commercio da un punto di vista
differente a quello maturato con l’esperienza personale e associativa;
coglierne suggerimenti in particolare quando questi provengono
da una persona che personalmente stimo.
Preciso che il mio contributo non vuol essere assolutamente una sorta
di paternale (non ne ho né l’autorità né l’intenzione),
bensì un confronto di idee, con la consapevolezza che nessuno può
dichiararsi depositario della verità.
Non mi dilungherò sulla situazione commerciale
moliternese palesemente sotto gli occhi di tutti.
Anche le cause che hanno portato ad un simile contesto non solo commerciale
sono per lo più note a molti e sono ormai diventati quasi retorica,
tra queste le più note sono l’ospedale e la viabilità.
Con questo non voglio assolutamente dire che entrambe non abbiano condizionato
negativamente il futuro del paese, anzi, ma piangere sul latte versato
ci dovrebbe servire per non commettere ulteriori errori, e non solo come
esercizio quotidiano per giustificare la nostra immobilità, pratica
questa che conta numerosi sostenitori non solo nel comparto produttivo.
Anzi, proprio il commercio sta mostrando un minimo di vitalità
nonostante le condizioni del mercato siano al limite
dell’avversione, e ciò è testimoniato dalle numerose
attività che hanno partecipato al bando regionale “interventi
di rivitalizzazione dei centri storici”, che vede futuri
investimenti tesi all’ammodernamento di alcune attività commerciali
moliternesi.
A ciò si aggiungerà a breve una iniziativa di circa venti
attività impegnate a diffondere una differente concezione del vivere
il commercio nei centri storici urbani. Mi spiego meglio. Da anni la tendenza
commerciale è quella determinata dai centri commerciali
che solitamente tendono a decentrare la vita non solo economica
di una comunità, spostandone il baricentro verso l’estrema
periferia con tutti i problemi che una tale scelta comporta. A questo
si sta contrapponendo la risposta da parte dei piccoli esercizi residenti
nei centri urbani (non a caso definiti esercizi di vicinato) tesa alla
modernizzazione e alla valorizzazione di quelli che vengono definiti centri
commerciali naturali, che altro non sono se non il territorio del centro
storico o urbano comprensivo delle attività che ne fanno parte.
Quindi un territorio che è già vissuto quotidianamente da
ognuno ma con una differenza. I negozi che ne fanno parte sono tra loro
“consorziati”. Apparentemente sembra, la
scoperta dell’acqua calda, ma il significato è più
profondo, ad iniziare dalla gestione delle attività che entrano
a far parte di questi centri commerciali naturali.
Queste, infatti, usufruiscono di servizi comuni, marketing, formazione
e non ultimo di un marchio e di una insegna comune.
Ovviamente il tutto non avrebbe senso se non si traducesse in vantaggi
prevalentemente per il consumatore che vede una modernizzazione della
gestione, una maggiore professionalità, l’accrescere di servizi
nei loro confronti, una migliore informazione commerciale su qualità
e caratteristiche delle merci e non ultima una maggiore attenzione alle
proprie esigenze derivante tra l’altro dal rapporto diretto con
l’esercente, caratteristica solitamente assente nella grande distribuzione
dove in genere il rapporto è impersonale. Tutto ciò accadrà
a breve anche nella nostra comunità, quando sarà presentato
ufficialmente il primo centro commerciale naturale della Basilicata:
”I negozi del Sorriso”.
Questa è da parte di alcuni commercianti la risposta all’immobilismo
di cui accennavo prima, da intendersi non solo come scatto di orgoglio
di una categoria, ma come una vera e propria scommessa dalla quale dipenderà
il futuro di molte attività.
L’unica incognita in un’operazione del genere è la
risposta dell’amministrazione ad una tale sollecitazione. I centri
commerciali naturali, infatti, non sono solo operazioni da cui traggono
vantaggio solamente gli esercizi che ne fanno parte, ma quando questi
fungono da attrazione i vantaggi sono estesi a tutte le attività
del centro
e a tutta la popolazione, in termini di vitalità, stimoli e servizi.
Ed è per questo che in altre regioni le amministrazioni hanno rivestito
una parte significativa in queste iniziative, in particolare hanno cercato
di ottimizzare una serie di servizi estesi alla cittadinanza che hanno
reso praticabile l’iniziativa dei commercianti. Inevitabile menzionare
i parcheggi, che in particolare nel nostro paese hanno
penalizzato proprio le attività del centro storico, a danno soprattutto
di quei negozi che rivestivano e, spero, rivestano ancora un ruolo fondamentale
in relazione all’offerta commerciale moliternese, tra cui le gioiellerie.
E’ risaputo che da sempre i gioiellieri moliternesi hanno
costituito un gran richiamo per numerosi consumatori dell’intera
Val d’Agri, e spesso quest’attrattività ha sopperito
ad un’offerta di altri settori che di certo non possiamo definire
completa, e ciò a causa soprattutto di un bacino di utenti sempre
più risicato. Questo il motivo
che ha spinto “I Negozi del Sorriso” a rilanciare nell’immediato
futuro Moliterno come la “città dell’oro e
del regalo”. Tuttavia la mancanza di parcheggi ha compromesso
le attività commerciali del centro gioiellerie
comprese. Indubbiamente i parcheggi non rappresentano l’unico problema,
ma di sicuro sono da collocarsi in cima alla lista delle priorità
dove ritroviamo anche il collegamento stradale del paese con il resto
della valle, anchese al contrario del primo, questo problema non è
di sola competenza dell’amministrazione comunale. Quindi gradiremmo
che si uscisse dal concetto del “tutto va bene”, perché
porre l’accento sui problemi non vuole necessariamente significare
essere pessimisti e denigratori, ma rappresenta un cambio di rotta verso
una ipocrisia che in particolare in campo economico non giova ad impostare
il benché minimo ragionamento teso a generare effetti duraturi.
E di ciò ne abbiamo continua testimonianza anche a livello regionale.
Quindi condivido l’entusiasmo di Daniele sulle opportunità
ad avviare o gestire un esercizio nel nostro paese che esprime ancora
discrete potenzialità, a patto però che ognuno faccia la
propria parte.
Raffaele
Acquafredda
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