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.agosto - sett. 2007


Il sindacato: “Gioia e dolori dei lavoratori”


di Antonio Germino

Chiariamo subito: il sottoscritto non è contro i sindacati, gli va riconosciuto un ruolo necessario e indispensabile nella lotta per rivendicare diritti, che altrimenti sarebbero, ancora oggi, credo, non tutti raggiunti. Il loro merito è indiscutibile e incontrovertibile: hanno dato dignità ai lavoratori di tutte le categorie. Mi ricordo vagamente quando al dottore o al direttore, o al dirigente il sottoposto doveva dare del voi, ma non viceversa.
TU andavi dal sindacato per fare una denuncia e LUI ti risolveva il problema, si infervorava, perorava la tua causa come fosse stata la sua e alla fine, qualcosa si otteneva.
Perché questo? Perché tra i sindacati che ancora non erano “confederati” c’era una sana e onesta concorrenza. I sindacati si sono coalizzati e vengono chiamati in diversi modi: la Trimurti, la Triplice sindacale ecc…io li chiamo il Trio garantista. Perché? Perché ha cambiato, nel corso degli anni, la sua vocazione, se non addirittura la sua natura. Dico questo per esperienza personale.
Ecco perché ho approfondito questo argomento. Prima il sindacato, gli iscritti li andava a cercare tra i lavoratori, gli operai, ora li cerca tra i pensionati e gli impiegati perché si è trasformato, è diventato potere politico che garantisce la non licenziabilità dell’impiegato fannullone, dell’operaio furbacchione che salta i turni, e chi più ne ha, più ne metta. Non sto qui a raccontare storielle, ne riempirei un libro. Quello che ne deduco però è molto grave: il sindacato è diventato un appendice del governo, ma solo di sinistra. Sono ormai diventati famosi solo per dire di no ai governi di centrodestra. Sono stati organizzati scioperi, manifestazioni, con i pensionati, gli impiegati con il cestello della colazione gentilmente offerto, per difendere a oltranza coloro che pensano al sindacato come un potere.
A questo punto mi chiedo se è il sindacato legato ai partiti di sinistra o viceversa, perché sono i sindacati ad avere la macchina poderosa delle manifestazioni e le casse piene grazie ai nostri contributi quasi obbligatori, si obbligatori, anche se posso rifiutare l’iscrizione. LORO hanno creato un percorso perverso, se vai tu a reclamare, nessuno ti ascolta, ti mandano dal secondo al quarto piano, dal quarto ti fanno scendere alterzo e così via. Qualcuno ti sussurra la parola magica: sindacato….a questo punto il gioco è fatto, “l’apriti sesamo” funzione, tutto si svolge regolarmente. Ma quando però c’è unapersona “ammanigliata” anche i tuoi problemi vengono in secondoordine, nessun sindacato ti ascolta. Tutti d’accordo sindacato e Uffici. Poi quando minacci di mettere la pratica in mano all’avvocato, ploff! Tutto si aggiusta, come per incanto. Ora mi chiedo quale ruolo ha il sindacato per noi insegnanti.Hanno strappato un contratto che fa semplicemente pena, avremo gli arretrati solo da gennaio 2007, un anno fregato e un contratto triennale e prenderemo i soldi dal 2008. Bella conquista.
Quella faccia di bronzo di Angeletti dichiara che è stata una trattativa difficile e logorante, ma quando mai! Erano tutti d’amore e d’accordo.

SINDACATI: I RICCHI d’ ITALIA
Se qualcuno vi telefona e vi chiede:” Secondo lei, i sindacati sono ricchi o battono cassa in continuazione?”,cosa risponde reste? Io risponderei che sono ricchi, anzi straricchi, anzi i più ricchi di tutti gli enti. Sono delle vere società, e le fonti di approvvigionamento sono diverse. Nessuno sa dei loro bilanci,
quanto incassano e quanto spendono, non è dato da sapere, è una casta intoccabile che vive di soldi nostri, non presentano bilanci, non pagano tasse, non si sa niente. Certo è, invece, il loro finanziamento diversificato, leggete qui e stupitevi, cari italianucci che non sapete ancora a chi date il voto: ricevono 260 milioni dall’INPS, 80 milioni dall’INPDAP, 15 milioni dall’INAIL, totale 335 milioni di euruccio. Poi ci sono i CAF (dichiarazione dei redditi), circa 7 milioni di pratiche del 730 e circa 80 milioni di introiti (io pago 20 euro) quindi più o meno
incassano 170milioni, sempre di euruccio.
Altro finanziamento arriva sempre dall’INPS, per la dichiarazione dei pensionati e si tratta di altri 60 milioni, ai quali fanno anche pagare (non so la cifra).
Dulcis in fundo ci sono i cosiddetti “ distacchi sindacali” e i permessi retribuiti, gli interessati percepiscono lo stipendio compreso il premio di produttività, la spesa per lo Stato è di 200 milioni. Sempre mamma INPS garantisce al Sindacato un flusso di 372 milioni di euro per le quote associative dei pensionati trattenute direttamente sulle pensioni con il meccanismo della delega, salvorevoca da parte del pensionato. Dulcis in fundo bis, arrivano al Sindacato altri 600 milioni di trattenute in busta paga di noi dipendenti. Io mi sono rifiutato di fare la somma totale. Mi sono spaventato della potenza acquisita e della forza politica che ha raggiunto. E’ legittimamente alleato del centrosinistra che si serve del Sindacato, invece trovano sempre il modo di dire no e fare ostruzionismo a comando quando c’è la destra.
Senza ombra di smentita si può tranquillamente affermare che durante i governi del centrosinistra i Sindacati vivono un periodo felice e ricco. Non so se sono stato chiaro, ma una realtà emerge da queste cifre: i Sindacati sono dei privilegiati, e ora mi chiedo è giusto? E’ giusto che con i soldi dell’ INPS e quindi nostri, questi signori siedano nei consigli di amministrazionedella stessa INPS, che continuano a organizzare scioperi e soprattutto cortei a spese nostre? Perché si comportano come un partito politico? Perché difendono e favoriscono chi un lavoro lo ha già invece di battersi per chi ancora non ce l’ha? Questo tipo di sindacato, secondo il mio modestissimo parere, arreca danni a tutti, sia a destra che a sinistra perché avendo perso la loro ragion d’essere, cioè la loro vera ragione sociale per cui sono nati, continuano a mantenere e a esercitare un potere politico basato sul ricatto. Così ne va di mezzo la democrazia, che ultimamente ha subito degli scossoni da parte di un governo che, raccontando bugie in campagna elettorale, riesce a carpire la buona fede dei cittadini, ed è dedito a ingarbugliare le acque con il solo scopo di rimandare il più tardi possibile le votazioni.
Come sempre il mio pensiero va ai giovani e al loro futuro in quanto questi signori sindacalisti, checché se ne dica, stanno togliendo a loro il futuro per favorire i padri. Dimostrano un’arretratezza culturale che impedisce il rinnovamento, il progresso, il cambiamento delle regole per accelerare la modernizzazione, esempio eclatante è la negazione della legge Biagi, come pure è stata irresponsabile la faziosità politica nel licenziare la Riforma Moratti accomunando le proteste dei giovani con quelle degli operai che fanno ricordare gli anni ’70.
Non ritorneranno quegli anni signori sindacalisti, per il semplice fatto che il lavoro sta aumentando e la disoccupazione sta diminuendo e il giovane, certo, non sentirà la vostra mancanza. I giovani viaggiano in low-cost, viaggiano alla velocità di internet e della globalizzazione, hanno acquisito un forte senso della realtà, sono consapevoli che il posto non è più per sempre e, al contrario del sindacato, sanno leggere le dinamiche del mercato del lavoro. Ecco che ritorna la legge Biagi e la riforma Moratti con la necessità di innalzare i tassi di scolarizzazione per permettere ai nostri giovani di accedere alle professioni con un titolo di studio rispondente alle richieste del mercato del lavoro. Ricordatevi e rammendate, cari giovani, che, soprattutto la CGIL con il suo radicalismo e oscurantismo conservatore, blocca il Paese danneggiando la fascia di popolazione più giovane. Un abbraccio!

antonio.germino@ libero.it

P.S: la CGIL gestisce i dopolavori ferrioviari di mussoliniana memoria guadagnando “nu cuofanu” di euruccio senza pagare affitti e tasse

Antonio Germino

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