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Intervista ali ex-gifrini



Nel primo numero (febbraio 2003) ci è sembrato doveroso intervistare quei giovani di allora che hanno dato vita alla Gi.Fra.
In rappresentanza degli stessi, abbiamo scambiato due parole con i due ex presidenti: Antonio Serio e Rocco Rubino.



Intervista a Rocco Rubino

Come è nata la Gi.Fra.?
L’idea di fondare la Gi.Fra. fu di padre Policarpo Trojli, che negli anni della contestazione giovanile, pensò ad una associazione che potesse soddisfare, indistintamente dal pensiero politico di ognuno, la voglia di stare insieme dei ragazzi di quel periodo. Inizialmente era unicamente maschile ma più tardi, sempre grazie all’opera di padre Policarpo, si creò anche una Gi.Fra femminile; in seguito l’associazione diventò mista creando scalpore all’interno della comunità moliternese.

Come e perché nasce il giornalino “Vivere”?
L’idea del giornale nacque grazie alla voglia di aprire un dibattito sui problemi riguardanti “noi” giovani e far conoscere agli altri il nostro pensiero.

Perché fu dato questo nome al giornale?
Perché in quel periodo, ai tempi della contestazione giovanile, i ragazzi volevano far sapere che avevano, appunto, voglia di… vivere!

Che ricordo ha di padre Policarpo?
Il ricordo di questo padre straordinario è vivo ancora oggi in modo particolare perché egli era un uomo aperto e cordiale, ma soprattutto era una persona capace di stare con i giovani e di capirli. Era, inoltre, preparato non solo per quando riguarda la teologia ma conosceva perfettamente la letteratura e le più svariate discipline tecniche. Il suo pezzo forte era, comunque, l’arte culinaria.

Cosa ne pensa del fatto che noi giovani vogliamo riprendere la vostra iniziativa?
Mi piace questa idea anche perché è una esperienza favolosa e sicuramente farà piacere ai nostri compaesani.

Un aggettivo per descrivere voi giovani di “Vivere”.
Entusiasti!




Intervista ad Antonio Serio

Come è nata la Gi.Fra.?
Eravamo un gruppo di giovani e ci rivolgemmo a don Giovanni Boccia, parroco dell’epoca, che mise a nostra disposizione un locale nei pressi della Chiesa Madre. Purtroppo le idee giovanili non conciliavano con quelle di don Giovanni, parroco tradizionalista. Così che ci rivolgemmo al neo-arrivato padre Policarpo che appoggiò le nostre idee. Così nacque la Gi.Fra.

Che ricordo ha della Gi.Fra.?

La Gi.Fra. è stata un’esperienza positiva in quanto mi ha dato la possibilità di confrontarmi con gli altri non solo a livello comportamentale ma anche ideologico.

Qual è la “cosa più bella” della Gi.Fra.?

Alla Gi.Fra. i giovani avevano formato un gruppo compatto e solidale che il più delle volte si riuniva per il solo piacere di stare insieme e che, per racimolare qualche spicciolo per le attività tipo il campeggio, faceva dei lavoretti.

Un aggettivo per descrivere “Vivere”.

Non c’è un aggettivo, posso solo dire che “Vivere” è nato per comunicare le nostre idee agli altri.

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